Le proiezioni a terra

Filmato proiezioni

Nel combattimento la distanza gioca un ruolo fondamentale e deve modificare il nostro comportamento. Quasi sempre, uscendo dalla fase di scherma, si arriva ad una situazione di corta distanza che anticipa il corpo a corpo. Nel corpo a corpo le armi del corpo diventano quelle corte; prima gomito e ginocchio e poi spalle ed anche. Questo ci può costringere alle proiezioni a terra che hanno due fasi di studio: 1)una fase più di attacco, la chiusura della distanza con l’entrata per la proiezione e 2) una fase maggiormente difensiva, la caduta. Argomenti che richiedono studio ed allenamenti specifici.

In questo video vediamo alcuni esempi.

Per proiettare a terra l’avversario abbiamo 4 scelte principali:

* falciare la base d’appoggio (spazzata o falciata)

* spostare il baricentro dell’avversario (spingere, tirare, puntellarsi)

* mandare in torsione la colonna dell’avversario (anche tramite leva articolare)

* combinare le scelte precedenti

La proiezione a terra può essere dura, secca, sul posto, oppure accompagnata, progressiva, che sposta lontano l’avversario. E’ fondamentale l’uso delle gambe per rendere la proiezione efficace e senza l’utilizzo di forza in eccesso.

Qi Gong marziale

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Qui gong

Il Qi Gong, antichissima pratica salutare cinese, mira attraverso il movimento e le posizioni del corpo, il respiro, la regolazione del pensiero ad ottenere uno stato di benessere fisico e mentale.
Stimolando l’energia vitale (Qi) interna si ottiene il potenziamento del sistema immunitario, regolando le funzioni vitali e migliorando le capacità mentali.
Nel corso dei secoli si sono sviluppate molte scuole di Qi Gong in Cina.

Quella confuciana che spinge al perfezionamento del carattere e del comportamento grazie allo sviluppo della Virtù.

Quella taoista, che tende al sincronismo tra microcosmo (Uomo) e macrocosmo (Natura) perché regolati dalle stesse leggi, quelle del Tao.

Quella buddista, che attraverso l’allontanamento dell’illusione della personalità individuale ricerca l’illuminazione.

All’interno di queste scuole di pensiero, sono venute a crearsi altre differenze che specializzarono la pratica in funzione dell’ambiente nel quale si sviluppava.
Ad esempio si possono distinguere diversi settori del Qi Gong:

Dao Yin
utilizza prevalentemente il movimento del corpo per condurre l’energia.

Tu Na
pone l’accento sulle tecniche respiratorie e i suoni.

Nei Dan
mette in risalto le capacità mentali per sviluppare l’alchimia interna.

Chan Ding
ricerca il vuoto mentale attraverso la pratica statica della meditazione Chan.

Infine possiamo dividere ulteriormente il Qi Gong in tre correnti principali:

Il Qi Gong medico
il più antico, che si è sviluppato per curare e, soprattutto, prevenire le malattie.

Il Qi Gong religioso
praticato nei monasteri, che concentra la pratica per ottenere un’evoluzione spirituale.

 

Il Qi Gong marziale

che si è diffuso nelle scuole e nei monasteri dove era praticato il Kung Fu, e che ricercava il potenziamento del corpo e del respiro.
All’interno del monastero Shaolin, nella regione dell’Honnan, insieme alle Arti marziali i monaci praticavano le varie scuole di Qi Gong per potenziare il corpo, elevarsi spiritualmente e per essere in grado di curare.
Le tecniche praticate nel monastero erano:

• Yi Jin Xi Sui Jing (cantonese = Yi Gan Gin)
Classico dei tendini e dei midolli.

• Pa Tuan Chin (canton. = Pa Tin Kam) Otto pezzi di tesoro.

• Il dito di Buddha (Yi Zhi Chan)

• Shi Pa Lohan Qi Gong (canton. = Sap Pa Lohan Qi Gong)
Il Qi Gong dei 18 Buddha.

È proprio nel monastero Shaolin che Wong Long (il fondatore dello stile Tang Lang di Kung Fu) studiò il Kung Fu ed anche il Qi Gong.

Ritenendola una pratica di notevole importanza per uno sviluppo equilibrato di chi pratica Kung Fu apprese il Qi Gong di Shaolin e mantenne nel programma di studio dello stile Tang Lang la pratica del Qi Gong dei 18 Buddha (ShiBa Lohan Gong).

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shipa lohan gong – manoscritto del M° Fang Yu Tong

Questo esercizio, dopo circa mille anni è arrivato fino a noi, grazie ai Maestri che succedettero a Wong Long.

Il M° Fang Yu Tong (quarta generazione) ne era un profondo conoscitore e scrisse anche un libro sul Qi Gong dei 18 Buddha. La sua energia vitale gli permetteva di uccidere un toro a mano nuda.
Il M° Low Kwan Yu (quinta generazione) era anch’esso un esperto di Qi Gong; era soprannominato “stomaco d’acciaio” per la capacità che aveva di proteggere l’addome con il suo Qi da qualsiasi colpo.

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Il SiGun Chiu Chi Men

Nel 1998, ho conosciuto personalmente il Si Gong Chiu Chi Man (sesta generazione) quando aveva 97 anni. Era un arzillo vecchietto che praticava tutti i giorni Shi Pa Lohan Qi Gong.
Ci ha lasciato nel Settembre del 2002 all’età di 101 anni!

Apertura corsi Kung Fu tradizionale a Roma

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Il 9 Settembre si sono riaperte le iscrizioni ai corsi di Kung Fu, adulti e bambini.

Nella sede di Via Monte Cardoneto,9 (Roma)

gli orari sono i seguenti:

Lunedì e Mercoledì

dalle 16:45 bambini

dalle 17:30 ragazzi/adulti

dalle 20:30 ragazzi/adulti

Per tutto il mese di Settembre sarà possibile effettuare lezioni di prova gratuite.

Posizioni dello stile


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Le posizioni sono importanti in ogni stile perchè creano le fondamenta sulle quali costruire la tecnica di braccia. Ma questa non è l’unica potenzialità che hanno le posizioni.

Le posizioni possono diventare vere e proprie tecniche di gamba permettendo di proiettare, bloccare, ostacolare l’avversario.

Le posizioni allenate staticamente permettono di potenziare la forza delle gambe, mentre allenate dinamicamente aumentano la capacità di muoversi rapidamente e con poco sforzo.
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Si dividono in alte, normalmente corrispondono alla lunghezza delle spalle, che permettono spostamenti rapidi quando concatenate tra loro, ma permettono tecniche di braccia meno potenti.

Quelle basse invece, maggiori della lunghezza delle spalle, danno la possibilità di esprimere maggiore potenza attraverso le braccia, ma eseguite in successione, rendono più lenti gli spostamenti.

Bisogna raggiungere la completezza negli spostamenti utilizzando posizione alte e basse con la stessa maestria.

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